Ali nel cassetto

“Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato essere loro altro”
Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carrol –

E’ proprio vero, spesso teniamo le nostre ali chiuse in un cassetto, ché tanto, pensiamo, dove vuoi che ci portino? Magari ci ritroviamo in un luogo troppo grande per noi o sconosciuto, pauroso, buio. E allora stiamo fermi, stiamo ancorati a terra. Ci sarebbe stata la possibilità di conoscere luoghi nuovi, fantastici ed inesplorati. Di vivere avventure. Ma anche solo di provare l’ebbrezza del volo, di scoprire che ne siamo capaci. Certo, ci vuole un poco di coraggio.
Questo il senso profondo, almeno per me e per il mio vissuto, dello spettacolo teatrale ALI NEL CASSETTO, alla cui stesura ho collaborato come consulente psicologa.
Vengo contattata da Marta, produttrice teatrale molto in gamba e di grande esperienza, perché “Stiamo pensando ad un progetto sugli stereotipi e ho visto che tu ti occupi di queste cose”. Galeotto fu facebook, ma meno trucido l’esito dell’incontro rispetto a quello di Paolo e Francesca.
Conosco Marta virtualmente e già mi piace, potere delle vibrazioni social. Poi conosco Anna e Rossana.
Anna è una scrittrice e ama molto mettere la sua competenza a disposizione del teatro, producendo strepitose sceneggiature. Rossana è una incredibile illustratrice. Resto a bocca aperta di fronte alle sue creazioni. E io, che ci faccio qui? “Tu conosci i bambini e le bambine, ti occupi di età evolutiva, di stereotipi di genere, insomma, ci darai una mano a individuarli e poi noi creeremo una storia”.
Va bene, ho deciso, tiro fuori le ali dal cassetto. Ci sto. Sono delle vostre. Siamo le Rebel Girls.
Tanti incontri, tante idee, tante risate, tante perplessità. Ce ne usciamo stanche e soddisfatte: proporremo dei laboratori nelle scuole di diversi gradi, offrendo come spunti alle alunne e agli alunni carte rappresentanti archetipi junghiani e faremo loro raccontare e rappresentare storie. Racconteranno sé stessi, come si vedono, come pensano che li vedano gli altri, chi sono e chi vorrebbero essere.
Ne emerge un mondo immaginativo immenso. Sono loro che forniscono spunti, personaggi, suggestioni.
Anna e io elaboriamo il materiale, Marta comincia già a visualizzare la rappresentazione, Rossana traduce in immagini le parole. Si parla dei potenziali attori, della trama, degli effetti speciali. E io sono ancora lì con loro, perché ormai mi sento parte del gruppo e credo di poter ancora apportare contributi.
Ogni tanto io e Anna ci sentiamo per telefono. Sono gli ultimi accorgimenti.
E’ pronta la storia. E’ pronto lo spettacolo. Andrò a vederlo con mia figlia, perché ci credo profondamente e credo anche nelle collaborazioni tra professionisti/e diversi/e. Credo nell’incontro tra anime belle e creative. Credo valga sempre la pena tirare fuori le ali dal cassetto, anche solo per tirar via un po’ di polvere.

http://www.teatrodelburatto.it/produzioni/ali-nel-cassetto.html

4 thoughts on “Ali nel cassetto

  • settembre 14, 2016 at 8:07 pm
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    Simona! il tuo contributo è stato ed è ancora fondamentale!

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    • settembre 15, 2016 at 12:41 pm
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      Lo spero Anna, perché la vostra energia positiva è contagiosa. Un abbraccio.

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  • settembre 14, 2016 at 9:47 pm
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    Stupefacente. …a volte la vita è lineare e stereotipata per paura di volare troppo in alto e cadere….io penso così. ..ma so che mia figlia Marta ha sempre volato fin dove poteva e voleva….un IN BOCCA AL LUPO A TUTTE di cuore.

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    • settembre 15, 2016 at 12:39 pm
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      “Pies, para que los quiero, si tengo alas para volar” – Frida Kahlo –

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