Un giorno (e più) di Ordinaria Psicologia

L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche:
se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati
– Carl Gustav Jung –

Novembre 2016. Milano. Freddo. Attendo i pazienti in studio, scaldando e profumando l’ambiente e sfogliando le cartelle prima delle sedute di psicoterapia. Un giorno di Ordinaria Psicologia, penserete.

Sì, la Psicologia è questo, ma è anche tante altre cose. Come fare ad arrivare alle persone, a chi già si è avvicinato, a chi non ne vuole sapere (o così pensa), ai curiosi, agli studenti desiderosi di sapere cose nuove, insomma, alla gente, tutta, che pensa valga la pena saperne qualcosa in più o comprendere, anche solo un poco,  in cosa consista questa disciplina e come, nella quotidianità, possa essere esperita senza necessariamente trovarsi chiusi in uno studio?

Queste domande (e tante altre), ci siamo poste e posti noi colleghe/i della redazione di Ordinaria Psicologia, nuovo blog e pagina facebook inerente, per l’appunto, il già trattato e ritrattato tema della Psicologia.  Non abbiamo ancora risposte certe, ma raccontandovi una giornata tipo, potete forse comprendere cosa significa amare questa professione e provare a confrontarsi per comunicarne la bellezza, l’utilità, la poliedricità.

Ore 7.20: suona la sveglia e il caffellatte coi biscotti mi aspetta, ma forse prima meglio dare una sbirciata a facebook, in fondo fa freddo e si sta bene nel dolce tepore del piumone. Già 30 notifiche? Saranno le solite pagine in cui mi hanno inserito a mia insaputa. O risposte a qualche post che non ricordo nemmeno di aver pubblicato.

No, niente di tutto ciò, la redazione di Ordinaria Psicologia è già al lavoro. Di notte. All’alba. Ieri sera tardi. Quasi mi sento in colpa, io che ho pensato di dormire. Tre proposte di articolo, di cui uno e mezzo già scritti, con tanto di commenti, integrazioni, refusi corretti, punteggiatura aggiustata. Il tutto a più mani. Siamo al Wall Street Journal e non lo sapevo.

E quella infografica postata ieri sera? Ma è la stessa? No, che non è la stessa. E’ un’altra, su un altro tema, su Veronesi. Ah, già è morto Umberto Veronesi, illustre e illuminato oncologo italiano: bisogna trovare le parole giuste per ricordarlo. Scegliere un immagine adatta. Va bene, provo ad inserirmi.

Creiamo anche una rubrica sul Cinema? BENISSIMO. E’ la mia passione, il mio cavallo di battaglia, ho già scritto delle cose, ve le posto. Eccone una. “Sì, molto bella, aggiungerei questo aspetto”. “Mmmmm, sì, interessante il tuo stile, qui però potresti fare così”. “Sì, tutto bene, pensiamo all’immagine da mettere?”. Metto tutto a posto in tempo reale, il risultato mi piace, ma ancora non ho fatto colazione. Stacco un po’, dovrei anche accompagnare mia figlia a scuola. Se arriverà in ritardo le ho già detto di riferire che sua madre lavora nella redazione di in un’importante giornale. 🙂

Torno a casa e ho una pausa prima di cominciare la seduta con una nuova paziente. Sono entusiasta, ho mille idee, ora scrivo tutto. Oddio, che è questa roba adesso? Un sondaggio? Dobbiamo decidere bene alcuni dettagli sull’organizzazione interna. Voto. Ora posso proporre la mia strabiliante idea. No, ancora no, c’è da aggiustare l’articolo rimasto in sospeso. C’è da capire a che ora programmare alcuni post. Suona il citofono, la mia paziente è qui. Un’ora circa di seduta: cosa accadrà? Mi sento in un film di Hitchcock, con la suspense che mi attraversa ogni volta che vado a vedere: cosa avrà prodotto questa macchina infernale che abbiamo messo su, ancora, mentre io ero “altrove”?

Il racconto è evidentemente (…) una parodia di quello che questo meraviglioso gruppo di lavoro, di colleghe e colleghi impegnati e appassionati ha messo in piedi in poco tempo. Ciascuna/o è un pezzo importante del puzzle. Un puzzle in costruzione in cui si spostano e integrano continuamente parti, per renderlo più coerente, completo, interessante.

Lavorare insieme significa collaborare, mettersi in discussione, talvolta entrare in conflitto, per poi magari comprendere che su alcune cose ci eravamo inutilmente arroccate/i o avevamo, al contrario, avuto un atteggiamento troppo leggero.

Talvolta si può ironizzare su alcuni temi, altre è necessario essere fermi e convincenti: mettersi alla guida e distrarsi non è uno scherzo, ad esempio. Si rischia la vita e vogliamo spiegarvi il motivo, farvi comprendere come funziona il cervello in alcune situazioni. L’autismo è una sindrome seria, dolorosa, faticosa, ma è anche un meraviglioso mondo da scoprire pieno di tabù e di informazioni tenute quasi segrete. Il cinema è magia, immaginazione, sogno, ma è anche un potente strumento di conoscenza di sé e del mondo. Le ricorrenze ci ricordano chi ha fatto e quando la storia della Psicologia. Il passato che narra il presente.

Un giorno di Ordinaria Psicologia è, per ora, tutto questo, un luogo di incontro e di incontri, di idee, di lavoro, di scoperta.

Speriamo di farvi scoprire lati sconosciuti di questa disciplina, sfatare miti che la rendono apparentemente ostica o inaccessibile, farvene un po’ innamorare, come è successo a noi, o farvi semplicemente incuriosire, perché, vi assicuro, questo mondo riguarda tutte e tutti.

P.S. Ora scappo perché c’è in ballo una discussione sull’opportunità o meno di utilizzare un inciso nella frase di un nuovo articolo, perché, si sa, i dettagli fanno la differenza 😉

 

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