Tempus fugit

Tempus fugit

Tempus fugit. Il tempo fugge.

Da circa un mese sono entrata a far parte di un importante progetto che si occupa di vittime della strada. Il ruolo sarebbe quello di psicologa che si occupa di primo soccorso psicologico. Un primo intervento d’urgenza e altri otto a seguire, con l’intento di provare a medicare tagli profondi. Un piccolo cerotto su grandi ferite.

Un primo caso, doloroso e complicato , mi catapulta nei meandri della mia storia, del mio passato, dei vissuti che ancora intercettano i miei ricordi. Mi fermo a riflettere sull’affannosa corsa che ogni giorno intraprendiamo, nel tentativo di raggiungere più mete possibili e rispondere a infiniti doveri, interiorizzati da sempre, da quando qualcuno ci disse “tempus fugit, il tempo fugge”.

Respiro a fondo, fermo il passo veloce, osservo passare rapide le persone. Dove corriamo, indaffarati e sovrappensiero? Abbiamo, stamane, salutato i nostri cari? Abbiamo detto agli amici che ci mancano, che vorremmo trascorrere con loro una serata a chiacchierare? Abbiamo detto ti amo al nostro compagno e ricordato ai nostri figli quanto bravi sono a svolgere i loro compiti quotidiani? Quand’è l’ultima volta che abbiamo chiamato nostra madre? E detto a nostro padre che ancora portiamo nel cuore quella domenica al palazzetto dello sport?

E’ proprio vero, tempus fugit, il tempo fugge, ma in direzioni sconosciute e imprevedibili, proviamo a neutralizzarlo riempiendo di affetto e riconoscimento i nostri incontri e le persone che amiamo.

Questa filastrocca, dedicata a grandi e piccini, è uno dei modi che conosco per riempire spazi vuoti, senza fuggire.

 

IL SALUTINO

Quanto conta un salutino

fatto al bordo del mattino?

Sembra proprio una sciocchezza

una fatua tenerezza.

Ma poi in centro alla giornata

improvvisa una cascata

di sciagure inaspettate

 ti ricopre di stangate.

Pensi in un battibaleno

quanto può andar via il sereno.

Torni a quel ciao mai svelato

e al ricordo di un gelato

che volevi assaporare

ma hai deciso di scappare

in un vortice di vita

che ti sfugge tra le dita.

Ferma un poco il tuo cammino

 e rispondi al salutino

tardi forse arriverai

ma leggero incederai

nelle rughe del presente

dove il tempo non si pente.